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VENERDI’ 27 MARZO: MICHELE PIOLA RACCONTA LA BATTAGLIA DI MESSINES

La battaglia di Messines, combattuta il 7 giugno 1917 nelle Fiandre durante la Prima guerra mondiale, rappresenta uno degli episodi più spettacolari della guerra di mine sul fronte occidentale e costituisce il preludio alla grande offensiva britannica della Terza battaglia di Ypres. Il crinale compreso tra i villaggi di Messines e Wytschaete, a sud di Ypres, è saldamente occupato dalle migliori truppe tedesche e domina l’intero settore del fronte, rendendo estremamente costoso qualsiasi attacco frontale. Per superare questo ostacolo il comando britannico guidato dal generale Douglas Haig approva un piano elaborato dai Royal Engineers: scavare una vasta rete di gallerie sotto le linee tedesche e far detonare enormi cariche esplosive al momento dell’assalto. Il lavoro, iniziato nel 1916, richiede oltre un anno di scavi condotti da genieri britannici, canadesi e australiani che, operando tra 15 e oltre 30 metri di profondità per evitare i tentativi di contro-mina tedeschi, realizzano chilometri di tunnel sfruttando uno strato compatto di argilla individuato da geologi militari. Nelle camere di scoppio vengono collocate complessivamente circa 455 tonnellate di Ammonal, un potente esplosivo composto da nitrato di ammonio, polvere di alluminio e carbone. All’alba del 7 giugno 1917, alle 3:10, vengono fatte detonare 19 mine quasi simultaneamente: l’esplosione è talmente violenta da essere udita a grande distanza e scuote l’intero settore del fronte, mentre una gigantesca colonna di fuoco e terra si leva nel cielo. Alcuni crateri raggiungono dimensioni enormi, come quello di Spanbroekmolen con oltre 120 metri di diametro. Migliaia di soldati tedeschi vengono uccisi all’istante, molti altri restano tramortiti e circa ottomila vengono catturati mentre oltre duemila pezzi d’artiglieria britannici aprono contemporaneamente il fuoco sul crinale devastato. Le truppe britanniche avanzano su un terreno ormai trasformato in un paesaggio lunare e riescono a conquistare rapidamente le posizioni nemiche; entro il 10 giugno i tedeschi si ritirano di circa quattro chilometri verso est. La battaglia segna uno dei più grandi successi tattici britannici della guerra di trincea, dimostrando l’efficacia della preparazione ingegneristica e dell’impiego coordinato di mine e artiglieria. Tuttavia non tutte le cariche esplodono: alcune rimangono sepolte nel sottosuolo. Una di esse detona accidentalmente nel 1955 durante un temporale, probabilmente a causa dell’elettricità statica, aprendo un cratere largo circa 60 metri e profondo oltre 20; l’unica vittima è una mucca che pascola nella zona.