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SABATO 15 APRILE: DIXIELAND, L’ALTRA AMERICA

Al di sotto della linea Mason-Dixon, che traccia un confine tra gli stati di Pennsylvania, del Maryland, del Delaware e della Virginia, si apre Dixieland. Il grande Sud. In uno spazio geograficamente immenso, ricco di campi coltivati a cotone e tabacco, di paludi e fiumi, di pinete abbarbicate sui pendii montani e di arse savane, di fitte giungle e di foreste di noci bianche che si spingono sino al limitare del Golfo del Messico, abitavano alla metà del secolo XIX° meno di dieci milioni di persone. In seno a questa popolazione, in gran parte composta di liberi cittadini di origine anglo-irlandese e da schiavi di origine africana ma arricchita da numerosi elementi creoli di lingua francese e dalla presenza di popolazioni indigene, si sviluppò nel corso di qualche secolo una cultura peculiare distinta dal mondo del nord industrializzato. Questa inconciliabilità tra modelli di sviluppo sociale differenti, che andrà sempre più allargandosi nel corso di tutto il primo ottocento e raggiungerà il suo apice dopo la guerra di secessione, è probabilmente la causa prima, eppure la più misconosciuta, del terribile conflitto che portò le batterie del generale de Beauregard ad aprire il fuoco su Fort Sumter e a dare il via alla più sanguinosa contesa mai combattuta in territorio americano. Lo scrittore Niccolò Ferrari affronterà le specificità di questa civiltà perduta, con le sue luci e le sue ombre, nel primo di una serie d incontri dedicati alla Guerra Civile Americana.

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VENERDI’ 8 OTTOBRE: GABRIELE TARANTO RACCONTA IL PROGETTO MANHATTAN

Il Mattino del 6 agosto 1945, un bombardiere B-29 Superfortress dell’aeronautica militare statunitense sganciava sulla città giapponese di Hiroshima un ordigno esplosivo con una carica di 64 kg di uranio arricchito. La bomba, esplodendo a 580 metri d’altezza, con una detonazione equivalente a sedici chilotoni, uccise sul colpo tra le 70 000 e le 80 000 persone. L’era atomica aveva avuto ufficialmente inizio.

Come era stato possibile sprigionare una simile potenza distruttrice? Qual era il segreto di morte racchiuso nella forma metallica della bomba? Quali uomini avevano lavorato segretamente ad un compito tanto ingrato? E perché? Gabriele Taranto ci guiderà nel racconto del progetto Manhattan dagli studi pionieristici di Marie Curie sino alle intuizioni di un team di geniali scienziati del Los Alamos National Laboratory, seguendo passo gli sviluppi che hanno permesso, secondo le parole del fisico Oppenheimer, di risvegliare “il distruttore dei mondi”

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SABATO 23 NOVEMBRE: C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA

Domus Orobica, in collaborazione con gli amici di Alle Radici della Comunità, è lieta d’invitarvi, il prossimo 23 novembre, ad una conferenza sugli Stati Uniti d’America.
Dall’Alt-Right agli scontri con l’estrema sinistra, dalla crisi economica alle nuove tensioni interrazziali, fino alle ultime follie iconoclaste in nome del “politicamente corretto”. L’America è anche questo. Un viaggio alla scoperta degli Stati Uniti attraverso il racconto di un giovane reporter che ha potuto toccare con mano la realtà statunitense e incontrare politici “populisti”, blogger, lavoratori, studenti e veterani. La “destra alternativa” di Steve Bannon, ma anche la galassia “progressista” finanziata dal miliardario George Soros, e la comunità italo-americana che per mesi ha difeso la statue di Italo Balbo e Cristoforo Colombo da chi avrebbe voluto abbatterle. Il tutto in un contesto sempre più caratterizzato da degrado e forti tensioni sociali. Il ritratto di una superpotenza a “stelle e strisce” mai stata così fragile e divisa. E in cui non è chiaro se Donald Trump rappresenti un segnale di ripresa, o soltanto l’ennesimo passo in direzione del baratro.

Edoardo Cigolini, classe 1993, è un giornalista e reporter. Ha collaborato con siti come Barbadillo.it e NazioneFutura. Dal gennaio 2016 scrive nelle pagine piemontesi de Il Giornale e per il mensile Espansione. Nel 2017, dopo essere stato uno dei vincitori del Reporter Day, ha realizzato per “Il Giornale – Gli occhi della guerra” un reportage negli Stati Uniti sulla “destra alternativa” americana. E’ autore del libro “America Profonda”, edito da Eclettica Edizioni. Dall’ottobre del 2019 è responsabile di CulturaIdentità per Torino e provincia.

L’appuntamento è per le 16.30.

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